I risultati dell’impatto ambientale vengono calcolati
in base al numero di utenti in ogni realtà, moltiplicato
per l’impronta giornaliera precedentemente dovuta al
consumo di acqua in bottiglia. È aggiornato quotidianamente
a partire dal consumo alternativo di acqua di rubinetto trattata.
Per il corretto calcolo vanno distinte due categorie: quella
di acqua in vetro o in plastica.
Per entrambi, relativamente al loro trasporto, queste le ipotesi:
- consumi dei mezzi di trasporto pari ai modelli costruiti
nel 2007;
- nessun tragitto dai centri di distribuzione dell’acqua
alle tavole dei clienti;
- fattore di riempimento del volume dei rimorchi del 100%,
considerando l’acqua non delimitate in bottiglie e casse,
ma a modi cisterna;
- carico dei TIR pari a 40 t (altre fonti indicano dalle 28
alle 35 t, con aumento netto mediamente dell’impatto
dovendo far circolare più mezzi);
- g CO2 / km e dei gas inquinanti dei mezzi di trasporto mediato
tra fonte TRT e Ferrovie dello Stato;
- taglio delle bottiglie da 1,5 L (ipotesi da 0,5L peggiorano
per minor rapporto peso tra contenitore e acqua, con occupazione
dei carichi di almeno 20% inferiore);
- tragitto complessivo di tutte le fasi (trasporto materia
prima al fabbricatore di bottiglie, trasporto bottiglie vuote
alla fonte, dall’imbottigliatore ai grandi magazzini,
sino ai centri di vendita) pari a 300 km (totale tra andata
e ritorno). Il dato dovrebbe essere ritenuto valido quasi
solo per fonti e punti di consumo nella stessa provincia o
regione; immaginate quale sia il concreto tragitto percorso
per una bottiglia di acqua di sorgente dal Sud di Italia sino
al Nord (solo l’ultimo punto diventa, per la sola andata
di 1.000 km).
Per il VETRO queste le considerazioni e le
ipotesi:
Nessun impatto dovuto alla costruzione del vetro e delle fasi
utili al suo riutilizzo (disinfezione, riciclo e trasporti
per queste operazioni).
Diversamente dalla plastica, il vetro ha un forte impatto
dovuto al suo trasporto. Infatti circa un terzo del carico
è destinato al suo peso, aumentando molto l’impronta
per ogni litro di acqua realmente trasportato (per questo
in molti paesi nel nord Europa si utilizzano contenitori in
Policarbonato o SAN, molto leggeri e riutilizzabili più
del vetro, con una alta cauzione del vuoto a disincentivarne
l’usa e getta, dato l’impatto per la produzione).
Per la PLASTICA queste le considerazioni
e le ipotesi:
Impatto ambientale per la gestione e il trasporto dello smaltimento
del rifiuto nullo.
Impatto ambientale per lo smaltimento del rifiuto nullo.
Inoltre, bisogna considerare questi dati relativi alla produzione
delle bottiglie plastica, usa e getta, rapportando i valori
al peso di una bottiglia di acqua in plastica (circa 30g).
1000g PET comportano:
Anidride Carbonica 2.300 g
Monossido di Carbonio 18 g
Ossidi di zolfo 25 g
Idrocarburi 40 g
Acqua 17.500 L
(Fonte: Paul Mc Rande, The Green Guide, in State of Wolrd
2004, Edizioni Ambiente, Milano 2004, pagg. 136-137)
Relativamente alla qualità dell’acqua,
da considerare in tutte le fasi (trasporto e stoccaggio incluso),
rimandiamo a quanto indicato nelle etichette: “conservare
la bottiglia in luogo fresco, asciutto, pulito, senza odori,
al riparo dalla luce solare e da fonti di calore”.
Autostrade e magazzini inclusi. Ovviamente.
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